Mareamico, una costa di divieti

Nuova estate vecchi problemi. Questo il copione per le spiagge agrigentine che anche quest’anno tra divieti causa inquinamento, sequestri e rischio crolli vedrà diminuire le spiagge accessibili. A fare il resoconto è stata l’associazione ambientalista Mareamico, sempre vigile e attenta al territorio .L’analisi è partita il primo di aprile quando è iniziata la stagione balneare in Sicilia, che si concluderà il 31 ottobre. Come ogni anno di questi tempi l’assessorato alla salute ha emanato il decreto di balneazione per la stagione 2016 mettendoci di fronte ad una situazione molto triste. La realtà di oggi è simboleggiata da chilometri e chilometri di splendide spiagge vietate per decreto alla pubblica balneazione. Da Agrigento, a Sciacca, passando per Realmonte e Porto Empedocle c’è solo l’imbarazzo della scelta. I motivi sono sempre i soliti: la deficienza cronica della depurazione che causa l’inibizione per lunghi tratti alla balneazione e un notevole quantitativo di costa inibita sempre alla balneazione per colpa del rischio di crolli. Singolare e triste  il caso di San Leone. Spiaggia del Caos non si può fare il bagno per pericolo di crollo. In quella della babbaluciara per la presenza di un divieto, legato alla al fiume akragas. La zona portuale e la spiaggia ad est del porticciolo, sono vietate per decreto.  La spiaggia dell’aster, è attualmente sotto sequestro penale. A Cannatello c’è il divieto per colpa del fiume Naro.  Poi Zingarello che purtroppo, come la successiva spiaggia di drasy e fino a punta bianca, risulta inibita alla balneazione per colpa del pericolo oggettivo di crolli, che la scorsa estate hanno rischiato di uccidere alcune persone. Insomma una triste lista di bellezze non accessibili che graveranno drasticamente sulle economie di una città, che stenda a decollare, e sulla bellezza di un territorio mai sfruttato.