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Definisce l’azione politica del sindaco come il tradimento della Primavera agrigentina, ma Lillo Miccichè chiede ora a Marco Zambuto di intestarsi la battaglia per l’acqua pubblica. La federazione provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà di Agrigento apprende con piacere che i Sindaci dei comuni di Raffadali, Santa Elisabetta, Joppolo Giancaxio e Sant’Angelo Muxaro si sono schierati apertamente contro la privatizzazione dell’acqua non solo dichiarando pubblicamente che voteranno SI all’abrogazione dei due questi referendari del 12 e 13 giugno, ma che organizzeranno iniziative per informare i propri cittadini invitandoli a votare SI. “Solo così – dichiara Lillo Micciché, coordinatore provinciale di Sel – l’acqua potrà ritornare alla gestione pubblica. Solo chi si rende conto che allo stato attuale nulla si può fare per impedire il vertiginoso aumento del canone idrico, il cui peso economico e tutto sulle spalle dei cittadini amministrati, si schiera votando SI all’abrogazione dei quesiti referendari sperando di alleggerire la pressione economica sulla popolazione. Mancano meno di 4 settimane alla consultazione referendaria del 12 e 13 giugno e tra i pochi Sindaci della Provincia di Agrigento che non hanno preso alcuna posizione sulla tornata referendaria ritroviamo il sindaco Zambuto – afferma Micciché – , che invitiamo a schierarsi apertamente per l’acqua pubblica. Tra l’altro, essendo Agrigento comune capoluogo di provincia, potrebbe dare alla nostra provincia un maggiore impulso al raggiungimento di un’alta partecipazione al voto chiedendo ai propri concittadini la massima partecipazione referendaria. E, soprattutto, credo che sarebbe per lui una buona occasione per farsi perdonare, archiviando quella scellerata decisione di astenersi non presentandosi per votare, nel 2007, all’assemblea dei sindaci della provincia, favorendo in tal modo l’affidamento definitivo della gestione idrica alla “Girgenti Acque”. È stato anche questo uno dei motivi per cui sono stato costretto a lasciare la sua giunta; appena eletta dagli agrigentini e forte anche del programma contro la privatizzazione dell’acqua, è, invece, stata tradita da Zambuto che non ha tenuto in alcun modo conto – scrive Micciché – del gravoso peso economico che metteva sulle spalle degli agrigentini quella sua efferata scelta, già decisa con Alfano. Penso che questo sia stato il vero tradimento alla cosiddetta “primavera degli agrigentini fuori dai partiti”. Se il sindaco di Raffadali, ha cambiato opinione sulla privatizzazione dell’acqua, non vediamo perché non lo debba fare il sindaco di Agrigento eletto proprio sulla base del programma dell’acqua pubblica. E se si decidesse a schierarsi per il SI lo invito, allora, ad organizzare una serie di incontri nei vari quartieri per informare i cittadini sulla necessità di andare a votare e votare si contro la privatizzazione dell’acqua. Penso che capisca il Sindaco di Agrigento che non basterebbe in questo caso una formale adesione attraverso uno scarno comunicato stampa, ma una adesione concreta nell’interesse pubblico” conclude.