Migranti si cuciono la bocca per protesta a Lampedusa

Prosegue a Lampedusa la protesta di un gruppo di migranti tunisini  che si oppongono al rimpatrio e chiedono di essere trasferiti altrove. Quattro di loro, si sono anche cuciti le bocche con ago e fili di cotone.  In tutto, a protestare davanti alla chiesa madre,  sono una cinquantina di persone. Intanto, dopo l’appello per  svuotare l’hotspot  lanciato dal sindaco di Lampedusa Totò Martello al ministro dell’Interno, Marco Minniti, un altro gruppo di 60 persone, a bordo del traghetto di linea, ha raggiunto Porto Empedocle. A differenza di altre occasioni quando i migranti, foglio di via alla mano, sono stati lasciati liberi di circolare, questa volta, con dei pullman sono stati trasferiti in diverse strutture di accoglienza dell’Isola. Trapani, Favara e Villaggio Mosè sono state le destinazioni dove poi, ciascun migrante potrà fare domanda di asilo.