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Primi giorni di mare e relax per gli agrigentini ma in molti hanno dovuto fare i conti con la “minaccia” delle meduse. Dalla capitaneria di porto empedoclina fanno sapere che è ancora presto per dire se nell’estate 2010 il mare agrigentino sarà “invaso” dalle meduse ma , certo è, che qualche bagnante nel litorale sanleonino si è già trovato di fronte l’animale viscido e gelatinoso placidamente trasportato dalle correnti. Quelle di grosse dimensioni le ha trovate in agguato, invece, chi ha deciso di fare un giro in barca rinunciando così ad un bel bagno rinfrescante. Perchè le meduse aumentino non è ancora chiaro e non si hanno dati certi, vengono trasportate dalle correnti ma tra le cause ci sono la pesca selvaggia, il riscaldamento globale e, pensate, l’inquinamento. Dunque, un luogo comune da sfatare è quello che vuole “meduse = mare pulito”. Se ci sono le meduse, e in gran quantità, non significa certo che le acque siano più “sane”. Anzi, secondo gli esperti le alterazioni delle componenti fisiche e chimiche delle acque possono favorire i “bloom” algali e di meduse. Esistono poche, ma utili “regole d’oro” in caso di contatto con le meduse dettate da medici e farmacisti: non strofinare bocca e occhi, non lavare con acqua dolce la parte colpita ma usare acqua di mare e disinfettare con bicarbonato, usare acqua fredda o ghiaccio. Ancora, se ci si imbatte in una medusa, è bene lasciare i frammenti di tentacoli attaccati alla pelle, tornare a riva e staccarli solo con l’ aiuto dell’ alcol, per evitare di peggiorare la situazione. Vanno applicati poi impacchi con ammoniaca e pomate a base. Il consiglio pass-partout degli esperti è quello di non tuffarsi mai a occhi chiusi, ma di vedere attentamente il tratto di mare dove si è deciso di fare il bagno. Tra l’abbronzante, il telo da mare e gli occhiali da sole, insomma, nella borsa da spiaggia bisognerà mettere anche il gel astringente contro le meduse che ha un’immediata azione antiprurito e blocca la diffusione delle tossine.