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E’ stata depositata dalla Procura della Repubblica di Agrigento la richiesta di rogatoria internazionale alle autorità giudiziarie della Libia per identificare e interrogare il comandante della motovedetta libica, che il 12 settembre scorso inseguì e mitragliò il motopesca della flotta mazarese “Ariete”. I magistrati hanno chiesto ai loro colleghi libici di scoprire l’identità del comandante ‘Salem’ che, avendo ricevuto l’ordine di fermare il peschereccio, mentre era a circa 30 miglia dalla costa nord-africana, diede l’ordine di aprire il fuoco.Il comandante è indagato per tentativo di omicidio aggravato e danneggiamento di nave. Nel documento di richiesta firmato dal procuratore capo Renato Di Natale, dall’aggiunto Ignazio Fonzo e dal sostituto Luca Sciarretta, si sottolinea che il comandante libico era a conoscenza che il motopeschereccio non stava violando alcuna norma e che, essendo un’imbarcazione appartenente a un Paese amico della Libia, non era necessario l’uso delle armi. Nella rogatoria, inoltrata al ministro della Giustizia, si chiede ai giudici libici di identificare e interrogare, alla presenza di un avvocato difensore. Se la richiesta di rogatoria sarà accolta l’interrogatorio del comandante della motovedetta libica si terrà presso il Palazzo di Giustizia di Agrigento. Alla fine di settembre la procura di Agrigento interrogò i sei militari della Guardia di finanza, che si trovavano sulla motovedetta, in base agli accordi Italia-Libia, come osservatori. I militari rispososero alle domande, ricostruendo nei dettagli le fasi del mitragliamento contro l’Ariete raggiunto da decine di colpi. I finanzieri avrebbero dichiarato di aver tentato, invano, di evitare che l’Ariete fosse inseguito e mitragliato, ma il comandante della motovedetta libica aveva ricevuto ordini di aprire il fuoco contro il motopesca. Pare confermato che nel momento in cui i libici hanno iniziato a sparare i militari italiani sono scesi sotto coperta.