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l museo archeologico San Nicola di Agrigento, primo fra i musei italiani, grazie ad un progetto internazionale dell’archeologo Giuseppe Castellana, ha iniziato a dotarsi di costosi basamenti antisismici, in grado di assorbire anche le più forti scosse telluriche. Il primo importante reperto archeologico ad essere dotato di base antisismica è stato il cratere dei Niobidi o “cratere grande di Gela” che, di ritorno da un’esposizione negli Usa al Getty Center, è arrivato al museo di Agrigento accompagnato da una base antisismica del peso di oltre 700 chilogrammi. In questo momento l’importante istituzione museale americana ha in esposizione il “nostro” Efebo o Kouros, pezzo tra i più pregiati della collezione museale agrigentina ed anche in questo caso, prima dell’esposizione al pubblico, i tecnici americani hanno dotato la statuetta di marmo bianco raffigurante un giovanetto greco del 470 avanti Cristo, del previsto supporto antisismico. Supporto che rimarrà definitivamente collegato al reperto anche quando quest’ultimo rientrerà ad Agrigento al termine dell’esposizione americana.