Naufragio a Lampedusa, solo quattro delle tredici donne vittime sono state identificate.

Solo quattro delle tredici  donne vittime del naufragio di domenica notte sono state identificate dai familiari costretti ieri pomeriggio ad una straziante via crucis davanti alle bare allineate e aperte, i corpi ancora avvolti in sacchi di plastica neri e verdi nel salone della Casa della fraternità. Tra quelli riconosciuti c’è il corpo della ragazzina di 12 anni, la più piccola delle vittime recuperate. Viaggiava con la mamma, una cugina e la zia che l’ha identificata.Nella sala adibita a camera ardente sono stati portati solo i superstiti che nel naufragio hanno perso un familiare. La più parte non se la sono sentita di avvicinarsi ai corpi gonfi e deformati e hanno effettuato i riconoscimenti attraverso le foto scattate dalla polizia scientifica. Questa mattina, in condizioni meteo ancora proibitive, sono riprese le ricerca della ventina di persone che mancano ancora all’appello tra cui 4 bambini, la più piccola avrebbe otto mesi, un’altra di due anni e due dodicenni. Ma sembra impossibile che, con il vento fortissimo che da ieri spazza l’isola e con le onde alte due metri, si possa più trovare qualche corpo.

A benedire le salme questa mattina il cardinale Montenegro di Agrigento, poi le bare verranno portate via con un aereo militare. Negli uffici della Capitaneria di porto, gli uomini della squadra mobile coordinati dal procuratore di Agrigento Salvatore Vella hanno ripreso gli interrogatori dei superstiti per cercare di ricostruire il viaggio che sembra anomalo perché l’imbarcazione avrebbe prima fatto salire un gruppo di migranti subsahariani in Libia e poi avrebbe fatto una tappa a Sfax per imbarcare una quindicina di Tunisi.