fbpx

I magistrati dell’Antimmigrazione della Procura di Agrigento, coordinato dal procuratore Luigi Patronaggio e dall’aggiunto Salvatore Vella, ha posto in stato di fermo Helmi El Loumi, tunisino di 22 anni, indiziato del naufragio avvenuto ad un miglio dall’isola dei Conigli di Lampedusa il 23 novembre scorso. Il provvedimento di fermo è stato firmato dal pm Elenia Manno ed eseguito dalla Squadra Mobile della Questura di Agrigento.

Nel naufragio persero la vita 20 immigrati. Il fermato è indagato, oltre del reato di naufragio, delle ipotesi di favoreggiamento della immigrazione clandestina e omicidio colposo plurimo. Le indagini continuano per la individuazione dei correi che al momento non sono stati ancora identificati.  Helmi El Loumi è ritenuto responsabile, in concorso con altri migranti allo stato rimasti ignoti, della violazione alle disposizioni contenute nel  decreto legislativo sull’immigrazione edi aver compiuto atti diretti a procurare illegalmente l’ingresso nel territorio dello Stato di 169 cittadini extracomunitari di origine africana e asiatica, utilizzando e conducendo un barcone in legno, lungo circa 12 metri, in pessime condizioni di sicurezza e di navigazione, tanto da cagionare, in data 23.11.2019, la morte di almeno 20 persone, tutte annegate a causa del ribaltamento del predetto barcone a poche miglia dall’isola di Lampedusa; i corpi dei naufraghi venivano recuperati pochi giorni dopo.

Le complesse indagini della Squadra Mobile agrigentina, coordinata dal vice questore aggiunto Giovanni Minardi, e del servizio Centrale operativo della polizia, hanno preso avvio, immediatamente dopo il naufragio del 23.11.2019; il fermato, unitamente agli altri migranti sopravvissuti, subito dopo il salvataggio, veniva trasferitopresso l’hot spot di Lampedusa, ove personale della Squadra Mobile di Agrigentoha immediatamente attivato una certosina attività investigativa, coordinata dalla Procuradi Agrigento, riuscendo a raccogliere tra i migranti, diverse testimonianze ritenute attendibili, concordanti e puntuali, che hanno permesso l’emissione dell’odierno provvedimento restrittivo.

L’indiziato, veniva quindi catturato etrasferito presso la casa circondariale di Agrigento.