Netturbino accusato di abusi sulla figlia: la vittima conferma in aula

Conferma le accuse nei confronti del padre, pur mostrando un profondo travaglio. In molti casi le vengono evidenziate le divergenze rispetto a quanto aveva detto in precedenza ai carabinieri. Alla fine, comunque, la sua testimonianza è stata acquisita e sarà pienamente utilizzabile in un eventuale processo. Il procedimento è quello a carico del netturbino cinquantenne finito in carcere il 10 gennaio con l’accusa di avere ripetutamente violentato e picchiato la figlia. Ieri, fra la tarda mattinata e il primo pomeriggio, si è celebrato l’incidente probatorio.
A chiedere l’interrogatorio della donna, in modo da acquisire la prova e renderla pienamente utilizzabile al processo, era stata il pm Russo sottolineando l’urgenza di acquisire subito la testimonianza in quanto “la vittima versa in una condizione di particolare vulnerabilità”. Nell’ambito dell’inchiesta sono stati iscritti sul registro degli indagati, con le accuse di false dichiarazioni al pubblico ministero e favoreggiamento, altri due figli, la moglie e i cognati del principale indagato che avrebbero mentito, lo scorso 16 settembre quando furono chiamati a testimoniare, per sviare l’inchiesta.