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Il direttore sanitario dell’Asp, Gaetano Mancuso, annuncia che i reparti per i sospetti Covid-19 e per gli infettati da Coronavirus sono pronti ma in città aumenta la preoccupazione. La Cisl Fp Agrigento-Caltanissetta-Enna – con in testa il segretario Floriana Russo Introito  ha lanciato, su Change.org, una petizione diretta all’assessorato regionale alla Salute. No al Covid hospital all’interno del “San Giovanni di Dio”: proteste e petizione online
„”Il terzo piano dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento è stato indicato come punto Covid, ma essendo una struttura monoblocco consentirebbe facili contaminazioni tra reparti – è stato scritto nella petizione online che mira a “creare un punto Covid in una struttura separata dall’ospedale. Questo è ciò che suggerisce il personale sanitario che lavora nelle strutture sanitarie del Nord Italia. Questo è ciò che consiglia di fare anche il personale sanitario che opera all’interno del nosocomio di Agrigento. Ascoltiamoli”. No al Covid hospital all’interno del “San Giovanni di Dio”: proteste e petizione online
„L’Asp però garantisce che non ci sarà commistione né da una stanza all’altra, né – meno che mai – da un reparto all’altro. Eppure anche i comitati di Italia Viva, Agrigento Oltre, Agrigento Viva, Agrigento Sturzo e comitato per Raffadali, condividendo le perplessità esposte dai lavoratori e dal sindacato Cisl Funzione pubblica chiede di realizzare una struttura per Malattie infettive ad esclusivo utilizzo Covid-19. “Evidentemente le esperienze di Codogno, Lodi e Bergamo, tutti e tre ospedali generali monoblocco come il San Giovanni Di Dio, non hanno fatto riflettere le nostre direzioni sanitarie – hanno scritto Maurizio Saia, Ignazio Valenza, Massimo Muglia e Giuseppe Farruggia – . Riteniamo quanto meno azzardato ripetere i modelli che si sono rilevati errori e che non sono riusciti a contenere i contagi. Gli ospedali che hanno potuto gestire meglio questa emergenza sono state le strutture dotate di padiglioni separati. In provincia di Agrigento, abbiamo l’ospedale di Ribera (destinato alla chiusura) che si presta a combattere questa emergenza, in particolare potrebbe potrebbe essere utilizzato come centro esclusivo Covid-19, peraltro, con i giusti investimenti potrebbe divenire un centro specializzato per le Malattie infettive, di cui abbiamo la necessità. Riteniamo indifferibile l’intervento dei sindaci agrigentini che non devono desistere e chiedere – hanno concluso – al presidente della Regione e all’assessore alla Sanità un cambio repentino delle strategie per il contrasto alla pandemia. L’esperienza, anche se di altri, ci deve tornare utile e non può essere ignorata”.