Notificate sentenze definitive al boss Giuseppe Falsone

Giuseppe Falsone è rinchiuso nel carcere di massima sicurezza di Milano Opera. Il boss di Campobello di Licata catturato dopo undici anni di latitanza a Marsiglia, in Francia, non fa più mistero di essere il mafioso al quale la polizia di mezza Europa dava la caccia. Ha firmato in Italia i primi verbali con il suo vero nome e non si trincerà più dietro la falsa identità di Giuseppe Sanfilippo Frittola. Per Falsone è stato già stato applicato il carcere duro, con un 41 bis firmato d’urgenza dal guardasigilli Alfano, all’indomani dell’estradizione del boss. All’ex primula rossa sono già state notificate le sentenze definitive Akragas, Cocktail e Ghost, per questa ultima, in particolare, è emerso il ruolo di Falsone di capo di Cosa nostra agrigentina. Non c’è, invece, ancora la notifica per altre importanti sentenze, che hanno smagliato la rete mafiosa agrigentina, nel giro degli ultimi cinque anni: Camaleonte, Scacco Matto, Old Bridge e Apocalisse. Fonti ufficiali, però, rassicurano: gli saranno notificate a settembre, queste insieme alle altre relative alla catena di omicidi, di cui Falsone è stato mandante o esecutore. Falsone avrebbe ammesso, nuovamente, la sua identità e chiesto di poter incontrare i familiari: la madre, il fratello Calogero e la sorella Maria Carmela. E il prossimo 24 agosto un team della Polizia scientifica di Roma passerà al vaglio gli elementi rinvenuti all’interno del mini appartamento di Marsiglia. Secondo indiscrezioni ci sarebbe una rubrica telefonica, certosinamente curata dal boss, grondante di contatti riconducibili a mafiosi agrigentini.