Nubi nere sull’ASP

La Procura di Catania ha chiesto il rinvio a giudizio per abuso d’ufficio dell’ex direttore generale dell’ospedale Garibaldi, Giorgio Santonocito nominato, appena lo scorso 18 novembre, direttore dell’asp agrigentina. Si contesta un incarico da 40 mila euro conferito nel 2015 e prorogato nel 2016 come medico esterno alla dottoressa, ed ex assessore allo sport della giunta Bianco, Valentina Scialfa, che non è indagata. L’udienza preliminare si terrà il prossimo 13 febbraio davanti al Gup Maria Ivana Cardillo. Per la proroga dell’incarico sono imputati anche l’allora direttore amministrativo Giovanni Annino, l’allora direttore sanitario Anna Rita Mattaliano, e l’allora dirigente del settore Affari generali Gaetana Bonanno. Tutto questo mentre ieri pomeriggio, in attesa della definizione del procedimento di nomina del nuovo manager, all’azienda sanitaria agrigentina si è tenuto il passaggio delle consegne fra il commissario uscente, Gervasio Venuti, ed il direttore sanitario, Silvio Lo Bosco. Lo Bosco ha formalmente assunto il nuovo mandato in sostituzione di Gervasio Venuti che ha retto l’Azienda dallo scorso mese di agosto 2017 e che, come noto, andrà a gestire la società “Girgenti Acque” .All’esperienza di Lo Bosco il compito di guidare le sanità agrigentina nel prossimo periodo in attesa dell’arrivo nel nuovo direttore sul quale, a questo punto, c’è un grande punto interrogativo. Si parla, anche della possibile nomina a direttore sanitario dell’ASP agrigentina di Gaetano Mancuso e insorge il movimento 5 stelle: i deputati regionali all’Ars, Matteo Mangiacavallo e Giovanni Di Caro, giudicano la scelta “inopportuna” . “Sembra – spiegano i deputati – che il giovane assessore di Musumeci si appresti a nominare quale dirigente sanitario, un soggetto sottoposto a processo per la vicenda relativa agli incontri in carcere, non autorizzati, con l’ex presidente della Regione Totò Cuffaro, quando l’ex governatore della Sicilia scontava la sua pena per favoreggiamento aggravato alla mafia. L’inchiesta sui colloqui in cella e le presunte irregolarità degli ingressi a Rebibbia – spiegano ancora i deputati – nascerebbe da un’altra più ampia indagine relativa alla realizzazione dei termovalorizzatori siciliani e alla paventata turbativa d’asta per l’esecuzione degli impianti per il trattamento dei rifiuti. “Risulta peraltro – spiegano i deputati – sempre da articoli di stampa che gli obiettivi ottenuti da Mancuso nella gestione del distretto sanitario di Casteltermini non sarebbero per nulla in linea con i parametri di una gestione che porta a risultati ottimali. L’assessore Razza – concludono i deputati – faccia le nomine sulla base dei reali successi curriculari dei soggetti chiamati a svolgere posizioni apicali e non sulla base della loro appartenenza politica”.

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