Nuovi particolari emergono dalle dichiarazioni del pentito Quaranta. News Agrigentotv

E’ un fiume in piena Giuseppe Quaranta, l’uomo ritenuto esponente di spicco della famiglia mafiosa di Favara, arrestato nell’ambito dell’operazione “Montagna” e che ha deciso di collaborare con la Giustizia.  “I soldi che avete trovato a Spoto – ha detto ai magistrati della DDA in riferimento al sequestro di denaro eseguito nel blitz –  sono provento di usura, come quelli di Mangiapane. Praticano un tasso del 10 per cento mensile – ha dichiarato ancora Quaranta che ha aggiunto “Me lo disse Calogerino Giambrone che è vicino a La Greca, Spoto, Nugara. Le vittime, che non conosco, sono giocatori di carte o negozianti ai quali l’attività non va bene”. Queste parole del neo pentito di mafia sono state verbalizzate  il 29 gennaio nel corso della deposizione dello stesso  ai sostituti procuratori della direzione distrettuale antimafia di Palermo, Alessia Sinatra e Claudio Camilleri. Quaranta racconta anche dell’attività estorsiva delle famiglie mafiose: “Relativamente ai fatti di estorsione sono in grado di riferire su due da me fatte: con Calogerino Giambrone, relativa agli extracomunitari. Ogni volta che vedeva “un nero” Giambrone diceva che erano 45 euro che camminano”. Quaranta conferma, dunque, quanto già era stato scritto nelle pagine dell’ordinanza di custodia cautelare dell’inchiesta denominata “Montagna”: l’estorsione che sarebbe stata commessa ai danni della “Omnia Academy” che si occupa dell’accoglienza degli extracomunitari. Sempre a se stesso, ma non solo, Quaranta addebita un’altra estorsione: “all’impresa di Mussomeli che aveva un lavoro a San Biagio. Eravamo io, Giuseppe Nugara, Vincenzo Cipolla e Calogerino Giambrone. Estorsioni di cui – prosegue sempre il racconto di Quaranta, messo a verbale, – sono stato informato: quella in cui è stato bruciato il trattore, fatta da Nugara che mi informava perché ero il referente di Favara e di Fragapane. Le altre le ho lette qui , e dicevo agli altri che se la dovevano vedere loro perché a me interessavano solo Favara e Santa Elisabetta”. 

In termini generali – ha confessato ancora Quaranta – preciso che se un imprenditore si aggiudica un lavoro a Favara e si mette a posto con la famiglia del suo territorio, questa dà poi i soldi a Favara, poi i soldi li tiene la famiglia o parte vanno alla provincia”.