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Missioni istituzionali che in realtà servivano ad esclusivi fini privati e che per di più venivano rimborsati dal Comune e ottenendo anche permessi politici al Corpo dei Vigili del Fuoco. La Digos della Questura di Agrigento ha notificato un provvedimento cautelare dell’obbligo di dimora – ma la Procura aveva chiesto gli arresti domiciliari – firmato dal gip del Tribunale di Agrigento Luca D’Adario su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica Michela Francorsi e del procuratore aggiunto Ignazio Fonzo al presidente del Consiglio comunale Carmelo Callari, 50 anni, esponente del Pdl.  Indagato anche un altro funzionario del Comune. Per tutti l’accusa è, a vario titolo, di truffa, peculato, abuso d’ufficio e falso in atto pubblico. Secondo le indagini della Polizia Callari – con il beneplacito dei due funzionari – avrebbe fatto apparire quali missioni istituzionali, viaggi che in realtà erano realizzati esclusivamente per fini propri e privati, tra cui ad esempio le trasferte a Roma per sé e per la figlia per frequentare l’università e svolgere gli esami.