Oggi è la festa dell’autonomia siciliana: la ricorrenza alla valle dei templi

Il 15 maggio del 1946 re Umberto II firmò lo Statuto della Regione siciliana con il quale veniva riconosciuta alla Sicilia la propria autonomia politica, legislativa, amministrativa e finanziaria, frutto di un accordo tra lo stato italiano e la consulta regionale composta dai partiti politici e dai ceti maggiormente produttivi dell’isola.  La regione dunque nacque e venne riconosciuta prima ancora della nascita della Repubblica Italiana e la Sicilia fu la prima tra le cinque a statuto speciale. In occasione della ricorrenza della firma dello Statuto della Regione, è stata fissata la festa dell’Autonomia Siciliana. Una celebrazione fortemente voluta nel 2010 dall’ex presidente della Regione siciliana , Raffaele Lombardo. Oggi gli uffici pubblici e tutte le scuole di ogni ordine e grado sono chiuse. Il settantaduesimo anniversario dalla nascita dello Statuto siciliano sarà festeggiato, questa sera, nella valle dei Templi di Agrigento: il presidente della Regione, Nello Musumeci, presiederà una riunione di giunta proprio all’interno dell’area archeologica e, successivamente, dinnanzi al tempio della Concordia si terrà un concerto dell’orchestra sinfonica siciliana. “Dopo oltre settant’anni, la Sicilia rimane ancora fra le Terre italiane più povere-ha detto il governatore siciliano in occasione della ricorrenza- e non certo per colpa dell’Autonomia, ma di quanti ne hanno fatto un uso distorto e spregiudicato. Lo Statuto doveva essere una ‘prerogativa’ per tutti e invece è stato un ‘privilegio’ per pochi. “Non serve adesso ricercare responsabilità che appartengono – seppure in misura diversa – a tutte le classi dirigenti e politiche avvicendatesi in questo lungo periodo alla guida della Regione e sui banchi dell’Assemblea Regionale Siciliana. Dobbiamo guardare avanti con rinnovata fiducia. Lavoriamo insieme – il Governo, i deputati di tutti i Gruppi, l’apparato burocratico, ciascun cittadino – in questo grande ‘cantiere Sicilia’, per ridare coraggio alle imprese, futuro ai giovani, diritti ai più deboli, speranza ai rassegnati. Per ritrovare, insomma, l’orgoglio di essere Siciliani e la forza di risalire la china”.