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Olio d’oliva extravergine, quello tunisino invade l’Italia

Olio d’oliva extravergine, quello tunisino invade l’Italia
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Olio extravergine d’oliva. Il nostro è un territorio naturalmente vocato alla produzione e che nelle nostre tavole la fa da padrone nella dieta mediterranea. In questo periodo la commercializzazione dell’olio d’oliva diventa per molti braccianti agricoli fonte di sostentamento, ma purtroppo la vendita di olio sta subendo un notevole calo e la prospettiva futura è negativa. La Coldiretti ha effettuato uno studio dove il dato che si evince è scoraggiante: l’Italia è letteralmente invasa da olio di oliva tunisino con  importazioni dal Paese africano che, già nei primi sette mesi del  2015, sono aumentate quantitativamente  di otto volte  rispetto allo scorso anno. L’Italia si conferma il principale importatore mondiale di olio di oliva nonostante l’andamento positivo della produzione nazionale. Secondo la Coldiretti la situazione rischia di peggiorare dopo il via libera da parte della Commissione Europea all’aumento del contingente di importazione agevolato di olio d’oliva dal paese africano verso l’Unione europea fino al 2017. In pratica alle 57mila tonnellate senza dazio già previsti dall’accordo di associazione Ue/Tunisia si potranno aggiungere altre  35mila tonnellate all’anno. Questo potrebbe determinare   il moltiplicarsi di vere e propri inganni, con gli oli di oliva importati che vengono spesso mescolati con quelli nazionali. Ad agevolare la frode anche  la mancanza di trasparenza sulle bottigle di olio, nonostante sia obbligatorio indicare per legge l’origine in etichetta dal primo luglio 2009. La  Coldiretti sottolinea come infatti sui contenitori di extravergine ottenute da olive straniere è quasi impossibile, leggere le scritte “miscele di oli di oliva comunitari”, “miscele di oli di oliva non comunitari” o “miscele di oli di oliva comunitari e non comunitari” che sono obbligatorie per legge nelle etichette dell’olio di oliva extra vergine. Insomma Coldiretti chiede più tutela da parte della comunità europea alle nostre aziende olivicole che da sempre rispettano le fasi della produzione portando sulle tavole un olio che per qualità è uno dei più buoni e sani al mondo.

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