Omicidio Carità, il presunto killer compare davanti al Gip

E’ apparso davanti al gip Alessandra Vella il sessantunenne Orazio Rosario Cavallaro, sottoposto a fermo da parte della Procura con l’accusa di essere il killer che ha ucciso, lo scorso 2 aprile, giorno di Pasquetta, il coetaneo Angelo Carità, di Licata. Ha dato la sua versione: “Il giubbotto con le tracce di sangue di Angelo Carità? Non è mio, me l’hanno regalato alla Caritas” ha tentato così di

di spiegare al giudice perché le tracce di sangue della vittima, uccisa con due colpi di pistola calibro 9, sono finite sul suo giubbotto . Nelle prossime ore il gip Alessandra Vella dovrà decidere se convalidare il fermo, disposto dalla Procura. I Carabinieri , coordinati dalla Procura della Repubblica di Agrigento, hanno analizzato nei dettagli alcune immagini video, ottenute da vari esercizi commerciali ubicati nei pressi del luogo del delitto. Immagini in cui si vede il killer giungere a piedi nel terreno di Carità con addosso un giubbotto ed esplodere il colpo di grazia alla vittima. L’analisi di un imponente quantitativo di materiale video acquisito, ha consentito di ripercorrere il tragitto compiuto dalla vittima negli attimi precedenti all’omicidio. In particolare, gli investigatori dell’Arma sono riusciti ad evidenziare un’auto intenta, sia a pedinare per un breve tratto di strada la vittima, sia ad effettuare alcuni passaggi nell’abitazione della stessa. Un’auto di proprietà dei familiari di Cavallaro, che non ne possiede e non potrebbe guidare perchè sorvegliato speciale. Cavallaro ha giustificato anche la sua presenza a Licata, dicendo di essere in giro con l’auto.

Fra le righe emerge un movente legato alla vendetta. Sono emersi contatti con il figlio di Giovanni Brunetto, agricoltore ucciso da Carità che, per questo, aveva rimediato una condanna all’ergastolo ma era libero per decorrenza dei termini.Lo conoscevo ma lui non c’entra nulla con questa storia”, ha spiegato. Cavallaro, secondo il procuratore aggiunto Salvatore Vella, presente all’interrogatorio, che sta coordinando l’inchiesta insieme alla collega Simona Faga, sarebbe stato l’esecutore materiale dell’omicidio, commissionato da qualcuno che, al momento, è ignoto.