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Ad un passo dall’assassino. I carabinieri della Compagnia di Agrigento e del Nucleo investigativo di Agrigento, stanno stringendo il cerchio. Con il coordinamento del Pubblico ministero della Procura di Agrigento, Luca Sciarretta, i militari dell’Arma si sono fatti un quadro ben definito circa lo scenario entro il quale è maturato l’omicidio di Francesco Vasile, 72 anni il prossimo 22 febbraio, analfabeta, celibe, operaio (trasportava bombole a domicilio). E’ stato trovato semicarbonizzato sotto il cavalcavia di contrada “San Marco”, in piena Valle dei templi. A dare l’allarme un giovane agrigentino che stava effettuando una escursione turistica. E forse hanno anche idea di chi lo ha ucciso. Idea, al momento, non certamente una prova provata. Ma siamo davvero ad un passo dall’assassino. In questo senso sono rivolti gli sforzi di tutti, Pubblico ministero e carabinieri. La pista maggiormente seguita è quella legata ai soldi, motivi di interesse, dunque. Nelle prossime ore capiremo meglio.  Partendo da un altro fatto importante: in passato, “u zu Cicciu” era stato malmenato. E’ avvenuto qualche anno fa nella zona del Quadrivio spinasanta. In questi frangenti, le agenzie di stampa hanno anche tracciato altre possibili piste. Quella dell’omicidio per rapina, ad esempio, e persino quella passionale.  Francesco Vasile, claudicante, strabico, analfabeta, era un uomo mite. Mai avuto a che fare con la giustizia. Correva in lungo ed in largo per la città di Agrigento a consegnare bombole di gas a domicilio. Con la sua “lapa gialla”.Ad Agrigento lo conoscevano tutti. Abitava in via Platone, nella zona del cimitero di Bonamorone, insieme all’anziana sorella. Era un devoto di San Calogero. Ed era anche portatore del fercolo del Santo nero. Il suo unico diversivo. Il suo apparire in società.

Agli inquirenti il compito di sciogliere ogni dubbio e scoprire chi oltre ad uccidere, ha vilipeso, distruggendolo, il cadavere di “u zi Cicciu”, bruciandolo.