Omicidio-Suicidio a San Giovanni Gemini

Mirko Lena, 30 anni, prima di togliersi la vita, impiccandosi con un cavo elettrico, dopo aver accoltellato e ucciso due donne, Angelina Reina e Concetta Traina, madre e figlia, di 71 e 27 anni, ha scritto sul muro la frase “E’ finito il buio” ed ha lasciato aperto il libro della Divina Commedia di Dante sulle pagine dell’Inferno, come a presagire il luogo dove avrebbe meritato di andare per aver assassinato due donne. E’ stato un giorno terribile per San Giovanni Gemini, piccolo comune montano della provincia di Agrigento, sconvolto da questa mattina da una terribile tragedia familiare. Tre cadaveri rinvenuti questa mattina, in tre piani diversi, all’interno di questa palazzina, in via Leopardi nel rione Sacramento, nel centro del paese. La tragedia della follia sarebbe avvenuta martedì notte, probabilmente al culmine di una lite per motivi di gelosia, tra i due giovani, forse non piu’ fidanzati. Secondo le prime indagini delle forze dell’ordine, che hanno anche raccolto le testimonianze di alcuni vicini di casa, Mirko Lena sarebbe entrato nell’abitazione, al pianterreno, forzando una finestra. Poi si sarebbe recato in camera da letto dove dormiva da sola Concetta Traina e l’avrebbe uccisa con diverse coltellate. Le urla della ragazza avrebbero svegliato la mamma, che dormiva, anche lei da sola, al secondo piano. A quel punto, dopo aver coperto con un lenzuolo il cadavere di Concetta, l’uomo sarebbe andato incontro all’anziana vedova, Angelina Reina, per assassinarla con la stessa arma, senza pieta’. Dopo aver portato a termine la missione omicida, il terribile rimorso di coscienza avrebbe spinto l’omicida a salire all’ultimo piano della palazzina, in soffitta, dove si e’ impiccato. A dare l’allarme un uomo di San Giovanni Gemini presso il quale la ragazza lavorava come baby sitter, che non vedendo arrivare puntuale come al solito la giovane e non ricevendo risposta al telefono, è passato dall’abitazione per capire il perche’ di quel silenzio. Sul posto hanno lavorato i carabinieri del comando di Cammarata, capitanati da Vincenzo Bulla e il sostituto procuratore della Repubblica di Agrigento Antonella Pandolfi che sta coordinando l’inchiesta. L’ipotesi è dunque quella di un omicidio-suicidio.

Un commento su “Omicidio-Suicidio a San Giovanni Gemini

I commenti sono chiusi.