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Omicidio Truisi. Arrestati 3 licatesi

Omicidio Truisi. Arrestati 3 licatesi
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Convocato in caserma dai carabinieri per una banale multa, si presenta accompagnato dal suo avvocato ed avverte un malore. Era il 21 gennaio scorso, giorno in cui fu rinvenuto a Licata il cadavere martoriato di Angelo Truisi. Salvatore Gueli, pregiudicato di 39 anni, secondo le indagini sfociate oggi in un blitz eseguito dalla Questura, era coinvolto nell’omicidio del giovane 22enne. La polizia italiana, in collaborazione con i colleghi tedeschi, ha bloccato Gueli a Colonia nella casa della moglie. L’uomo, assieme a Diego Catania, 22 anni, ed Angelo Cannizzaro, di 20 anni, tutti licatesi, è sospettato di aver sparato a Truisi, per un debito di droga non corrisposto. Truisi il 2 gennaio scorso, fu portato alla periferia di Licata per un chiarimento. Un ammanco di 30 grammi di cocaina ed un debito di poche migliaia di euro culminarono con l’uccisione del giovane licatese. Per la sua scomparsa la città marinara ripiombò nel terrore dopo tre precedenti omicidi finora senza colpevoli. È stato un contesto sociale difficile quello in cui si sono trovati ad operare gli inquirenti. Subito dopo il delitto, i presunti assassini cercarono di depistare le indagini inviando sms rassicuranti ai familiari della vittima. Dichiarazioni discordanti degli indagati e la collaborazione di qualche test però indirizzarono nella giusta direzione il lavoro della polizia. L’operazione è stata battezzata “Phintia”, dal nome del tiranno greco che fondò Finziade, l’attuale Licata, popolandola con i vicini abitanti di Gela.

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