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E’ stato sottoposto ad un intervento chirurgico ad un braccio e ad una gamba , Diego Gamberoni il carabiniere accoltellato nel pomeriggio di ieri da uno squilibrato, all’interno della caserma del Comando Provinciale di Agrigento. L’operazione durata circa sette ore è si è resa necessaria a causa della profondità dei tagli. Il militare si trova ricoverato in Rianimazione dell’ospedale San Giovanni di Dio, ma come hanno confermato i medici è fuori pericolo. Diego Gamberoni, 23 anni, di Frosinone, si trova in servizio ad Agrigento da soli tre mesi. L’uomo che lo ha colpito con una serie di fendenti, Alessandro Ottaviani, 30 anni, di Raffadali, è stato rinchiuso in una cella singola del carcere Petrusa e viene guardato a vista dagli agenti della polizia penitenziaria. Gli vengono contestati i reati di tentato omicidio aggravato, resistenza a Pubblico Ufficiale e porto abusivo di armi. Una persona vinta dalla sua malattia. Nel corso dell’interrogatorio Ottaviani ha manifestato segni di squilibrio. Su quali fossero state le ragioni che lo hanno spinto ad agire, il trentenne ha spiegato agli inquirenti di sentirsi perseguitato dagli alieni e dai militari. Intanto i carabinieri hanno ricostruito la dinamica dei fatti.Ottaviani, ha bussato alla porta della caserma, si è fatto aprire dal piantone e con una banale scusa e lo ha avvicinato. Tirato fuori un coltello utilizzato dai subacquei, si è scagliato contro il giovane in divisa. Tra i due ne è nata una colluttazione, il militare ha cercato di scansarsi dai colpi, ha cercato pure di rifugiarsi all’interno del posto di guardia, ma il folle lo ha raggiunto e colpito ancora. Le grida hanno richiamato l’attenzione dei colleghi di Gamberoni, che subito intervenuti hanno bloccato e immobilizzato l’aggressore. Quattro i fendenti che hanno centrato il carabiniere al torace, all’addome e alla coscia.Alessandro Ottaviani, a causa del suo carattere schivo e riservato non è molto conosciuto a Raffadali. Era però già noto sia ai carabinieri della locale stazione, dove si era più volte recato, che dai servizi sociali del comune dove era stato segnalato come soggetto da aiutare. Ma in ogni caso, a parte qualche episodio di scarso rilievo, mai aveva dato pubblicamente segni che potessero far pensare ad un gesto così eclatante quanto grave.