fbpx

I carabinieri del comando provinciale di Agrigento e quelli del nucleo operativo ecologico di Palermo hanno eseguito tra l’Agrigentino e il Catanese, otto misure cautelari, personali e reali emesse dal Gip del tribunale di Palermo su richiesta della Dda di Palermo nei confronti di presunti mafiosi ed imprenditori presunti collusi. L’operazione che ha colpito l’organizzazione mafiosa dell’Agrigentino, evidenzia l’incontrastato attuale ruolo verticistico nella provincia di Agrigento rivestito dal latitante Giuseppe Falsone, delineandone i presunti rapporti di contiguità con noti imprenditori agrigentini, attraverso la gestione di appalti riguardanti soprattutto la realizzazione e la gestione della discarica di Campobello di Licata e la realizzazione del punto vendita Eurospin di Campobello di Licata. Gli arrestati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere di tipo mafioso (per alcuni con ruoli dirigenziali), concorso esterno in associazione mafiosa, intestazione fittizia di beni e riciclaggio aggravato. I carabinieri hanno sequestrato un cantiere impegnato nei lavori di raddoppio della strada statale 640 in territorio di Racalmuto. Secondo quanto accertato l’impresa sarebbe vicina al latitante Falsone. Inoltre sono stati sequestrati due uffici amministrativi con sede a Canicattì. In totale sono stati sequestrati beni per 30 milioni di euro. Effettuate decine di perquisizioni domiciliari, veicolari, di magazzini tra Canicattì e Campobello di Licata. I militari dell’Arma hanno effettuato due irruzioni una in territorio di Campobello di Licata e una a Canicattì ma con esito negativo. In manette sono finiti Ferdinando Bonanno, 70 anni, di Regalna in provincia di Catania; Gioacchino Francesco Cottitto, 43 anni, di Palma di Montechiaro; Diego Gioacchino Lo Giudice, 66 anni, di Canicattì; Giancarlo Buggea, 40 anni, di Canicattì, in atto detenuto, Giovanni Marino, 43 anni, originario di Canicattì ma residente a Campobello di Licata, Calotgero Paci, 35 anni, di Campobello di Licata, e Salvatore Paci, 60 anni, anch’egli campobellese. Sfuggito alla cattura il latitante Giuseppe Falsone di Campobello di Licata. Nel corso dell’attività d’indagine sono stati sequestrati alcuni pizzini riconducibili a Falsone.