OPERAZIONE “CATENE SPEZZATE” , LICATA SCONVOLTA 

E’ una Licata ancora sconvolta quella che si è svegliata all’indomani dell’operazione “Catene Spezzate” che ha messo in luce gli orrori che si consumavano dentro le mura della casa per i disabili “Suami Onlus”. Ragazzini disabili legati con catene ai letti. Altri minori legati con lo scotch alla sedia e altri costretti a mangiare i propri escrementi. Le indagini condotte dal Nucleo Operartivo e Radiomobile della Compagnia dei Carabinieri di Licata ha portato alla scoperta di una situazione  che nessuno ancora riesce a capire come sia potuto succedere. L’inchiesta , coordinata dal procuratore capo di Agrigento, Renato Di Natale, dall’aggiunto Ignazio Fonzo e dal sostituto Alessandro Macaluso ha portato all’arresto di  Caterina Federico, 32enne licatese, responsabile della struttura. Notificato il divieto di dimora ad altri tre operatori del centro. Tra gli indagati c’è anche Salvatore Lupo, presidente del Consiglio comunale di Favara, coinvolto nella vicenda perché amministratore unico della cooperativa.

Adesso le indagini sono puntate anche su due decessi avvenuti nella cooperativa  il 15 gennaio del 2011 e  il 20 ottobre 2014.