Operazione Montagna. I boss parlavano di Cutrò News Agrigentotv

Durante le intercettazioni delle indagini ralative all’operazione antimafia “Montagna”, Giuseppe Nugara, ritenuto al vertice della famiglia mafiosa di San Biagio Platani, ha parlato di Ignazio Cutrò, l’imprenditore bivonese le cui denunce diedero il via all’operazione face off. “Si è rovinato, ha rovinato una famiglia, anche i figli stessi tutti controllati, – diceva Nugara di Cutrò – Appena lo Stato si stanca, che gli toglie la scorta, poi vedi che poi…» Parole che il boss si San Biagio, avrebbe  pronunciato nel duemilaquattordici  ma che dimostrano come ancora oggi Cutrò e la sua famiglia  continuino a rischiare. Eppure proprio pochi giorni fa il Tar ha respinto il ricorso dell’imprenditore: per i giudici amministrativi, che hanno dato ragione al ministero dell’Interno, Cutrò non ha più necessità di essere inserito nel programma di protezione. Quindi può restare senza scorta. “Pur esprimendo il mio plauso per l’operazione  messa in atto – ha dichiarato Ignazio Cutrò –  non posso che chiedere al Ministro dell’interno, Marco Minniti, e al nuovo prefetto di Agrigento, Dario Caputo, se intendano  rivedere la loro decisione di revoca delle misure speciali di  protezione, considerato che gli ultimi accadimenti suscitano non solo
viva preoccupazione sulla mia sicurezza e su quella della mia famiglia,
ma anche – aggiunge il presidente dell’associazione nazionale Testimoni di Giustizia- il sospetto che qualcosa non abbia funzionato a dovere. Troppi,  infatti, a pensar bene ingenuamente ed a pensare male molto  probabilmente, si erano affrettati ad affermare che la mafia ad  Agrigento era stata sconfitta e, non hanno battuto ciglio sul fatto che  io e la mia famiglia corriamo, alla luce di queste inchieste
giudiziarie, a tutt’oggi – conclude –  un concreto e costante pericolo di vita.