Operazione “Montagna”. Il sindaco sospeso, Santo Sabella respinge le accuse.


Per effetto della Legge Savarino, la Prefettura di Agrigento ha sospeso Santino Sabella dalla carica di sindaco di San Biagio Platani. A guidare il Comune fino a prossime elezioni adesso sarà un commissario straordinario nominato dall’assessorato  regionale agli Enti Locali. Concorso esterno in associazione mafiosa è l’ipotesi di reato contestato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo a  Sabella. Secondo l’accusa, l’ex sindaco di San Biagio Platani, avrebbe “discusso e concordato le candidature da presentare sia nella lista a suo sostegno che in quelle a lui contrapposte”. E “una volta eletto sindaco” avrebbe “raggiunto accordi con Giuseppe Nugara e Raffaele La Rosa garantendo loro agevolazioni nella gestione degli appalti pubblici banditi dal Comune”.  Il 53enne, dal carcere Pagliarelli di Palermo, dinanzi al gip Filippo serio e alla presenza dei suoi legali, avrebbe smentito i contatti con la famiglia mafiosa del suo paese e, in relazione ai dialoghi intercettati dai Carabinieri,  avrebbe spiegato che  “il contenuto di alcune frasi va contestualizzato” e che “si tratta di normali dialoghi che si fanno in campagna elettorale”.   L’ex sindaco di San Biagio ha spiegato inoltre che, in una campagna elettorale di  un Comune con 3 mila abitanti, è quasi impossibile non avere rapporti con gli elettori e, riguardo alle presunte pressioni legate agli appalti, si è soffermato su due aspetti. “Mi sono limitato – ha detto al giudice – a chiedere di aiutare alcune persone che avevano bisogno di lavorare. Non c’era alcuna logica di scambio dietro queste richieste, né si è trattato di pressioni perché di fatto non ha lavorato nessuno di quelli che ho segnalato”. I suoi legali hanno annunciato ricorso al tribunale del riesame.