Operazione “passepartout”: 5 fermati

Le indagini hanno evidenziato come 5 soggetti , seppur in un momento di assoluta difficoltà della cosca saccense, abbiano continuato – stando all’accusa – a reiterare il controllo del territorio tipico del fenomeno mafioso. E’ tornata ad emergere la figura di Accursio Dimino, detto “Matiseddu”, già condannato per associazione mafiosa. Insieme a lui sono stati arrestati dai militari dlla guardia di finanza e dei carabinieri Paolo e Luigi Ciaccio, entrambi di 33 anni, Massimiliano Mandracchia di 46 anni e il collaboratore parlamentare Antonello Nicosia, 48 anni, originario di Sciacca. L’operazione è stata denominata “passepartout”. Il provvedimento di fermo, nei confronti dei 5 ritenuti appartenenti o comunque contigui alla famiglia mafiosa di Sciacca , è stato emesso dalla Procura della Repubblica di Palermo – Direzione Distrettuale Antimafia. Dimino, 61 anni, imprenditore ittico ed ex professore di educazione fisica, da sempre legatissimo al “capo dei capi” Matteo Messina Denaro, stando all’accusa, si sarebbe incontrato più volte con il collaboratore parlamentare: pare – secondo la Dda di Palermo – per pianificare degli affari. Dimino, negli anni ’90, per conto della famiglia di Sciacca ha avuto un ruolo centrale nello sviluppo di dinamiche associative ultra-provinciali, mantenendo contatti e veicolando “pizzini” con i corleonesi, in particolare con Salvatore Riina e Giovanni Brusca. In quegli anni, le attività investigative avrebbero accertato i contatti con il super latitante Matteo Messina Denaro. A partire dalla sua scarcerazione, sono stati documentati i rapporti intrattenuti da Dimino con soggetti mafiosi operanti nel territorio di Sciacca, di Castellammare del Golfo e con personaggi ritenuti contigui alla famiglia mafiosa Gambino di New York. Dimino si è in particolare relazionato – prosegue la ricostruzione ufficiale degli investigatori – con un soggetto con cui aveva pianificato un’attività criminale che non è stata portata a compimento a causa dell’improvviso omicidio – avvenuto a New York lo scorso 13 marzo – di Frank Calì esponente di spicco della famiglia mafiosa italo-americana. Fra i fatti contestati a DIMINO nel provvedimento emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Palermo vi sono le pressioni su imprenditori locali per consentire a imprese riconducibili a propri sodali di ottenere appalti, l’attività di recupero crediti a beneficio di soggetti legati a uomini d’onore, propositi di danneggiamenti e altre attività criminali nei confronti di diversi soggetti per finalità estorsive. Sono in corso decine di perquisizioni su tutto il territorio di Sciacca che riguardano abitazioni, uffici, aziende e negozi nella disponibilità degli indagati.

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