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Giuseppina Ribisi, 40 anni, di Palma di Montechiaro, accusata dell’omicidio del commerciante d’auto Damiano Caravotta, 26 anni, fratello del marito, avvenuto l’11 maggio dell’anno scorso, è stata interrogata e si è difesa,  nel corso del processo che la vede imputata davanti la Corte di assise di Agrigento presieduta da Luisa Turco con a latere Francesco Paolo Pizzo. La donna ha negato di avere avuto contrasti di natura economica, che il Pm, Matteo Delpini mette in cima al movente ed ha aggiunto: “C’è stato un frainteso. Io avevo chiamato mio cognato Damiano perché un mio conoscente voleva acquistare un’lauto da lui. Un malinteso ha scatenato la sua reazione che ha coinvolto anche mia cognata, cioè sua moglie che è venuta ad aggredirmi sin dentro casa. Poi la sparatoria: “Non ho visto bene perché c’era buio. Mio figlio ha cominciato a sparare nel mucchio e potevo morire anche io. Infatti un proiettile ha sfiorato la mia felpa”.

Va detto che il figlio minore della donna, è stato già condannato dal Gup del Tribunale dei minori a dieci anni di reclusione (rito abbreviato). Il processo a Giuseppina Ribisi riprenderà il prossimo 11 gennaio.