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“Si può venire a patti con il tribunale penale, ma non con quello della coscienza”. Sono queste le parole che ha pronunciato Gaetano Puzzangaro condannato insieme a Salvatore Calafato all’ergastolo per l’omicidio del giudice Rosario Licatino. I palmesi, secondo quanto fatto sapere da La Sicilia, hanno rilasciato delle dichiarazioni forti al congresso “Nessuno tocchi Caino” nel carcere di Opera a Milano. All’iniziativa presente anche il sindaco di Palma di Montechiaro, Stefano Castellino, che ha relazionato sui temi della legalità e della speranza in un penitenziario dove sono detenuti anche i due palmesi, killer del giudice Livatino. L’invito al sindaco, scaturisce, dal rapporto, avviato nel 2017, quando a Palma di Montechiaro si svolse l’evento “Spes contra Spem – Liberi Dentro” di Ambrogio Crespi” dedicato alla memoria del giudice Rosario Livatino. “ Sto facendo un lungo cammino- ha detto Puzzangaro- che credo non finirà mai. È cominciato 30 anni fa e quando si sta seduti sulle macerie della propria esistenza conviene fermarsi. Mi sono interrogato su quello che non è andato in me. Non sono stato un buon cittadino, non sono stato un buon figlio, ma mi sono ravveduto, ho capito i miei sbagli e ci faccio i conti giornalmente”. Forti anche le parole del sindaco Castellino a cui la mafia, nel 1997, uccise lo zio Giulio , medico, capo servizio provinciale dell’igiene e lavoro. “Continuano ad essere miei concittadini. Sono dell’opinione – dice il sindaco –  che alla violenza non si deve mai rispondere con la violenza, ma con il perdono. Il tempo muta tutto. Quelli che oggi sono degli uomini maturi, all’epoca erano dei giovani e se un ragazzo di 23 anni decide di passare dalla parte sbagliata della barricata, lo si deve proprio al fatto che non si è mai creato un vero sviluppo dalle nostre parti”. Salvatore Calafato è entrato in carcere a 25 anni ed oggi ne ha 52 e da allora dice di essere molto cambiato.

“Ho rivisto e continuo a rivedere, giornalmente, i miei errori- ha dichiarato-. Ho capito il male che ho fatto e di questo chiedo scusa, in primis alla mia città, ai familiari delle vittime”.