Patronaggio scrive ai sindaci: “Serve una urgente ricognizione”.

L’abusivismo edilizio in Italia è una piaga diffusa e soprattutto sottovalutata; sottovalutata perché ciò che è successo a Casteldaccia sabato scorso, nove vite spazzate da un fiume di acqua e fango, si poteva evitare. Il maltempo e le piogge hanno colpito una zona che da anni doveva essere messa in sicurezza. L’ordine di demolizione che da dieci anni pendeva sulla villetta accanto il fiume Milicia era stato impugnato dai proprietari di fronte al Tar. Il procuratore capo di Agrigento Luigi Patronaggio in una lettera indirizzata ai sindaci e ai dirigenti dell’Utc dei Comuni ricadenti nel circondario del tribunale di Agrigento chiede ” di procedere ad una urgente ricognizione degli immobili abusivi ricadenti entro la fascia di 150 metri dai corsi d’acqua o costruiti in spregio dei vincoli idrogeologici, per avviare con la massima celerità le demolizioni. I fatti di Casteldaccia e Cammarata, pur innescati da particolari avverse condizioni meteo, impongono una particolare attenzione per la demolizione degli immobili abusivi” – ha continuato Patronaggio – . Sindaci e responsabili degli uffici tecnici comunali dovranno dare, alla Procura, immediato riscontro e riferire entro 30 giorni sullo stato delle procedure di demolizione con particolare riguardo – ha specificato il procuratore capo di Agrigento – agli immobili abusivi realizzati in spregio dei vicoli idrogeologici”.

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