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Una volta giunto stamattina, a Porto Empedocle, intorno alle 6:30, l’Ariete, il motopesca della flotta di Mazara del Vallo che domenica sera è stato oggetto di colpi di mitragliatrice da parte di una motovedetta libica al largo delle coste nordaficane, è stato posto sotto sequestro cautelativo da parte della Procura di Agrigento, che ha ordinato una serie di perizie balistiche da parte dei carabinieri del Ris di Messina per accertare se – come riferito dai dieci uomini d’equipaggio – i militari libici abbiano sparato “ad altezza d’uomo”. Più di due ore e mezzo di sparatoria, ad intermittenza di una ventina di minuti dall’altra, come racconta il comandante del motopesca, che smentisce l’ipotesi avanzata dal Ministro dell’interno Roberto Maroni.
Al momento dell’arrivo dell’imbarcazione, anche il Procuratore della Repubblica, Renato Di Natale, L’inchiesta, aperta dai magistrati a carico di ignoti, ipotizza i reati di tentativo di omicidio plurimo aggravato e danneggiamento, e ascoltati anche i due militari della Guardia di Finanza che erano a bordo della motovedetta, probabilmente donata a Gheddafi dal governo italiano, in qualità di “osservatori”.
Nel frattempo, questo pomeriggio, sarà il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, a riferire sulla vicenda del peschereccio italiano nel corso del question time alla Camera, in luogo del ministro degli Esteri, Franco Frattini, impegnato in una visita a Zagabria.