Politica regionale. Dietro front dell’ARS sulle Province

La classe politica non smette mai di stupire, in Sicilia, nonostante gli annunci trionfalistici del governatore Crocetta sul taglio delle Province, dopo quattro anni di discussioni e ripensamenti, ieri l’ARSL ha reintrodotto l’elezione diretta dei presidenti e dei consiglieri, che si terranno alla prima occasione utile, cioè quando – in primavera – si voterà per le amministrative: con le elezioni tornano anche le indennità, che per il presidente saranno uguali a quelle del sindaco della città capoluogo. Per i consiglieri, invece, sono previsti dei rimborsi spese. La norma segna una marcia indietro clamorosa da parte dell’Assemblea regionale: la Sicilia, infatti, aveva deciso di anticipare la riforma Delrio cancellando per prima le Province, ma da allora le elezioni indirette sono sempre state rinviate. Per la cronaca la contro-riforma è stata approvata con 32 sì su 47 votanti: fanno eccezione tutto il gruppo del Movimento 5 Stelle, due deputati di maggioranza astenuti e tre contrari. Il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone, al momento del voto finale, si è allontanato dall’Aula. Dopo aver risuscitato le Province l’assemblea Regionale Siciliana va’ in vacanza, a Palazzo dei Normanni si ritornerà in Aula il prossimo 6 settembre con il voto sulla fusione di Anas e Cas.