fbpx


Invadiamo lo Stretto” è lo slogan della protesta indetta per domenica prossima, che coinvolge l’intero mondo del precariato siciliano e non solo e a cui aderisce anche la Rete precari scuola Agrigento, una cui folta delegazione continua il suo presidio permanente dinnanzi l’ufficio scolastico provinciale.

Una protesta che sta giungendo ai picchi dello sciopero della fame da parte di alcuni e che, affermano, non è solo una battaglia per il diritto al lavoro, ma è anche, e soprattutto, una battaglia culturale a difesa della scuola pubblica intesa come diritto per tutti, strumento di promozione culturale e sociale. E annunciano che non lasceranno il loro presidio fino a quando non riceverranno buone nuove circa le loro richieste, i cui punti salienti riguardano il ripristino della situazione scolastica del 2008-2009 e l’abrogazione in toto della Legge Gelmini che definiscono una “Mattanza della scuola pubblica”.

Un dramma in primo luogo per i genitori e gli alunni, affermano, e poi per i docenti ed il personale Ata.

E come viene sottolineato in una nota della rete precari scuola Agrigento: “non è un caso che la protesta coinvolga lo stretto di Messina, luogo di passaggio e di distanza al contempo, di speranza e di incontro insieme, in cui far sentire il peso del dramma che investe la scuola pubblica ma anche la rabbia di chi non rinuncia al silenzio della disoccupazione”.