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Parzialmente riformata, dalla Corte d’Appello di Palermo, la sentenza del processo “Montegrande” che ha visto coinvolti l’ex sindaco di Agrigento Angelo Scifo, i funzionari della Soprintendenza ai Beni culturali Calogero Carbone e Pietro Tornabene, e Renzo Marino, dirigente dell’Ispettorato ripartimentale delle Foreste. Rispetto alla sentenza di primo grado, i giudici hanno assolto Scifo dai reati di truffa aggravata (per il quale era stato condannato a 18 mesi) e corruzione (dichiarato prescritto dal Tribunale di Agrigento), Carbone dal reato di falsa testimonianza (per il quale era stato condannato a 16 mesi) e Tornabene dai reati di corruzione e falsa testimonianza (dichiarati prescritti in promo grado). Confermata l’assoluzione di Carbone dal reato di falso e confermata la prescrizione per Scifo e Tornabene per il reato di falso ideologico. La posizione di Marino, assolto in primo grado dall’accusa di truffa aggravata, non era stata appellata. Il processo riguardava la concessione ad Angelo Scifo di un contributo per effettuare un’operazione di rimboschimento a Montegrande e il mancato ripristino dei luoghi, oggetto negli anni passati di alcuni sbancamenti, che era stato imposto dalla Regione.