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La direzione distrettuale antimafia di Palermo sta preparando la richiesta dell’applicazione del 41 bis per Gerlandino Messina, il boss di Cosa Nostra di Agrigento arrestato sabato pomeriggio. Entro domani mattina verrà inviata la richiesta al ministro della Giustizia, Angelino Alfano che, così come era già successo cinque mesi fa per l’ex capo provincia Giuseppe Falsone, firmerà immediatamente la richiesta di applicazione del carcere duro per il boss agrigentino. Il procuratore di Palermo e il sostituto Rita Fulantelli, che hanno coordinato le indagini che hanno portato alla cattura del capomafia, hanno predisposto il fascicolo da inviare in via Arenula. L’ex boss di Cosa Nostra sarà interrogato domani mattina dal gip del tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto. Davanti al tribunale ordinario, Messina, difeso dall’avvocato Salvatore Pennica, comparirà per la convalida dell’arresto per detenzione illegale di armi. Quando è stato bloccato, nel covo di via Stati Uniti a Favara, è stato trovato in possesso di due pistole: un revolver calibro 357 magnum con matricola abrasa e 6 cartucce nel tamburo e una semiautomatica calibro 9, con matricola abrasa, e 15 cartucce. Il pm è Santo Fornasier. Prima di Messina sarà, invece, interrogato il suo presunto vivandiere: Calogero Bellavia, che è difeso dall’avvocato Antonino Gaziano. Gerlandino Messina rinchiuso nel carcere di contrada Petrusa, nei prossimi giorni sarà trasferito in un carcere di massima sicurezza.