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Mentre la campanella inizia a suonare un po’ in tutti gli istituti scolastici anche dell’agrigentino, non accenna ad arrestarsi la protesta dei precari scuola, docenti e personale Ata, appartenenti alla Rete agrigentina. A loro fianco, anche i Sindaci della Provincia, ed altri esponenti del mondo politico locale, che stileranno un documento per il prossimo mercoledì in cui verrà avanzata la proposta di modificare la composizione delle classi, che a causa dei tagli, devono accorpare un numero di allievi troppo ampio. Tutti insieme, i precari, stamane nella piazza antistante l’Ufficio scolastico provinciale, in difesa del diritto al lavoro, di quello all’istruzione, un diritto, dicono, riconosciuto dalla Costituzione in favore del personale docente e del personale Ata. della Provincia di Agrigento. Dico al Ministro Gelmini e al Premier Berlusconi che questi processi di macelleria sociale li facessero a Brescia o ad Arcore, i lavoratori sono stanchi di essere trattati come dei numeri che ballano di giorno in giorno. Fa specie vedere che tra i 5 diktat che Berlusconi ha vergato per chiudere la legislatura manchi clamorosamente la questione meridionale e la chiusura del
precariato siciliano.