Province, votata norma per il ritorno dell’elezione diretta

La commissione Affari istituzionali ha approvato il disegno di legge che prevede il ritorno dell’elezione diretta per i presidenti e i consiglieri di Liberi consorzi e Città metropolitane. E così sembra che si stia per mettere un punto all’epocale riforma delle Province annunciata dal governo Crocetta.
Scompaiono, quindi, le elezioni di “secondo livello” scelte inizialmente dal governo regionale e approvate dall’Ars. Elezioni mai svolte, in realtà, visto che negli ultimi quattro anni le ex Province sono rimaste al palo: commissariate oggi come nel 2013. Alla guida di enti sull’orlo del disastro, come descritto chiaramente dalla Sezione di controllo della Corte dei conti, solo commissari scelti direttamente dal presidente della Regione. Adesso, si torna quasi certamente al voto. Il via libera della prima commissione deve essere confermato dall’Aula. Ma il consenso politico, quasi unanime, emerso proprio in commissione, lascia presagire un cammino assai agevole del testo a Sala d’Ercole. Le elezioni tornano anche per i presidenti delle Città metropolitane. Nella versione originaria del ddl, “resisteva” l’automatismo tra il ruolo di sindaco di Palermo, Messina e Catania e quello di presidente della Città metropolitana delle ex Province corrispondenti. È stato però approvato nei giorni scorsi un emendamento che ha esteso le elezioni dirette anche al “sindaco metropolitano” . Ridotti del trenta per cento, rispetto al passato, poi il numero dei consiglieri. La legge reintroduce non solo l’elezione diretta del presidente e del consiglio del Libero consorzio e della città metropolitana, ma anche il gettone di presenza. La norma ha fissato anche il periodo utile per il ritorno alle urne: le elezioni dei Consigli e dei presidenti dei Liberi consorzi e, in prima battuta, solo dei Consigli delle Città metropolitane verranno svolte entro il 28 febbraio del 2018.