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Bilancio di previsione a parte, fumata nera per quel che riguarda la struttura tariffaria disposta da Girgenti Acque. L’assemblea dei soci dell’Ato Idrico, ancora una volta, non ha potuto discutere quanto previsto, per mancanza del numero legale. Solo una quindicina gli amministratori comunali presenti, per un totale di quote pari al 59%, insufficienti per l’approvazione del piano tariffario, già adottato dal Cda dell’Ato. Presente, Eugenio D’Orsi, che, in qualità di presidente dell’Ato, è intervenuto proponendo l’istituzione di un tavolo tecnico per discutere il piano tariffario con le figure istituzionali, parti civili e sindacali sperando nella presenza poi dei sindaci alle assemblee e impedire così l’eventuale perdita dei finanziamenti, nell’intento di proseguire l’attività dell’Ato idrico.

Nulla di fatto, dunque, per le tanto attese tariffe idriche, la cui mancata approvazione sembrerebbe aprire la strada del commissariamento da parte del Dipartimento regionale dei rifiuti e delle acque.

Il Presidente dell’Ato idrico entra nel merito dell’assenza di parecchi sindaci, tra cui quelli che si oppongono alla consegna degli impianti a Girgenti Acque…

Un’assemblea, a cui ha preso parte una delegazione del comitato “Acqua bene comune”, Nello Hamel di Idv, Enzo Lombardo di Federazione di sinistra, Lillo Miccichè di Sel e Epifanio Bellini, del Circolo Berlinguer del Pd. Intanto, i cittadini dei comuni aderenti all’Ato, pagano tariffe differenziate, da quelle salatissime della città di Agrigento ad altre molto più basse in provincia. Girgenti Acque, infatti, applica le tariffe dei vecchi gestori.