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Il 31 dicembre prossimo si chiuderà la finestra triennale durante la quale, con “Quota 100”, i lavoratori italiani hanno potuto sfruttare la possibilità di accedere a pensione in anticipo rispetto alle condizioni previste dalla Legge Fornero. Nel cantiere della previdenza ritorna quindi, con forza, il tema della flessibilità in uscita e su questo aspetto Governo e Parlamento sono chiamati a prendere una posizione.
Il nostro sistema previdenziale ha bisogno di una flessibilità di accesso alla pensione intorno a 62 anni come avviene in tutti i paesi europei. La fine di Quota 100 non può in alcun modo segnare il ritorno ai 67 anni previsti dalla legge Fornero. Per la UIL “occorre introdurre subito dei provvedimenti che stabiliscano una flessibilità più diffusa, anche, come strumento valido per il processo di ristrutturazione nel quale sono impegnate molte imprese italiane. Il recente documento approvato dalla commissione istituzionale “lavori gravosi” alla quale la UIL, insieme a CGIL e CISL, ha dato un contributo rilevantissimo, certifica che non tutti i lavori sono uguali. È necessario, quindi, che il Governo avvii subito un confronto con il sindacato per definire un pacchetto di misure eque e giuste per milioni di lavoratori”.
Il Segretario della Uil di Agrigento, Gero Acquisto, insieme al Coordinatore ITAL Uil, Giovanni Miceli, evidenziano la necessità  di interventi rapidi.
“Oggi nelle nostre sedi di patronato non siamo in grado di dare una risposta concreta ai lavoratori che chiedono notizie certe sul loro futuro pensionistico – afferma Giovanni Miceli – Riceviamo centinaia di persone confuse riguardo l’accesso alla pensione e fare una consulenza  è diventato difficile.
Le scelte pensionistiche dei nostri assistiti sono sempre scelte di vita personali, familiari, economiche e di prospettiva.
Si tratta quindi di una fase di vita cruciale per centinaia di migliaia di italiani. – aggiunge Acquisto-
“E’ essenziale tutelare il diritto alla pensione ed è oltremodo impellente, nel farlo
, cercare di favorire il diritto al lavoro dei giovani, le due cose sono strettamente correlate.
Tante volte sulla carta è stato annunciato il cosiddetto ricambio generazionale, ahimè, con risultati deludenti. “
-Conclude Acquisto-
“Nella nostra provincia guardare agli standard europei sembra un miraggio, occorre l’impegno incessante di tutti per cambiare le regole del gioco, noi come organizzazione sindacale siamo in prima linea per dare le risposte che tante volte non vengono date da chi di dovere”.