Raccolta dei rifiuti, aperta inchiesta anche su tre comuni agrigentini

Ci sono anche Comuni agrigentini – fra gli almeno 18 dell’isola – a carico dei quali è stata aperta un’indagine amministrativa dell’assessorato regionale ai Rifiuti. Si tratta di Santa Margherita Belice, Racalmuto e Joppolo Giancaxio. 

L’assessorato regionale sta cercando di comprendere perché i dati non combaciano: a volte viene dichiarata tanta immondizia da invadere le strade, altre volte troppo poca rispetto agli allarmi lanciati e alle emergenze evidenti. E nei documenti ufficiali che ogni sindaco e gestore del servizio deve predisporre, i valori sarebbero – come scrive oggi il Giornale di Sicilia – spesso inspiegabilmente diversi o illogici.

L’assessore Alberto Pierobon sta visionando col suo staff tutti i dati e le comunicazioni fornite dai sindaci, dalle ditte e dalle discariche sulla produzione, sulla raccolta e sullo smaltimento: “Sono dati pessimi, inaffidabili. Difficile perfino da comparare con gli anni precedenti per gli stessi Comuni. Così si fa fatica – ha spiegato l’assessore al Giornale di Sicilia – ad avere una visione precisa di ciò che accade dopo che l’immondizia viene raccolta”. Le verifiche hanno un risvolto economico evidente perchè in base ai quantitativi di immondizia raccolta vengono pagate le ditte appaltatrici e anche le discariche in cui poi l’immondizia viene smaltita. E Pierobon fa notare che in base ai dati forniti dai sindaci viene anche fatta la programmazione regionale dei livelli di smaltimento.