Rapporto Svimez 2019, Sud in recessione. Intervento di Vittorio Messina

Crollano gli investimenti pubblici nel Sud Italia, nel 2018 la spesa in conto capitale è scesa da 10,3 miliardi. Cresce lento il Pil del Mezzogiorno che nel 2018 è aumentato solo dello 0,6% rispettto all’1% dell’anno precedente. I consumi alimentari sono calati del 5%. Si stima che nel corso dei prossimi cinquant’anni il Sud perderà 5 milioni di residenti. Dal 2000 via 2 mln di persone, la metà giovani. Le regioni meridionali sono ultime in Europa per il tasso di occupazione femminile. Questi sono solo alcuni dei dati principali emersi dal rapporto Svimez 2019 sull’economia e la società del Mezzogiorno, presentato a Montecitorio.  Secondo lo studio della Svimez nell’ultimo ventennio la politica economica nazionale ha disinvestito dal Mezzogiorno e ha aumentato in questo modo il divario tra Nord e Sud. L’indagine ha analizzato, inoltre, l’impatto del reddito di cittadinanza ed è arrivata alla conclusione che «la povertà non si combatte solo con un contributo monetario e che identificare la misura come una politica per il Mezzogiorno è scorretto, perché si basa sulla dannosa semplificazione che vorrebbe dividere il Paese nei due blocchi contrapposti e indipendeti di un un Nord-produttivo e un Sud-assistito».  Il presidente di Confesercenti Sicilia Vittorio Messina commenta i dati contenuti nel Rapporto 2019 dello Svimez e afferma: “È scandaloso che ancora oggi si debba parlare di una questione meridionale in Italia. Sono dati che ci consegnano un paese sempre più diviso, frutto del fallimento degli interventi del Governo centrale per porre rimedio ad una situazione che non solo condanna le popolazioni del Sud al sottosviluppo ma impedisce una crescita significativa per l’intera nazione. Ma le responsabilità dell’esecutivo nazionale – ha aggiunto Vittorio Messina – non servono ad assolvere i comportamenti delle classi dirigenti meridionali che non sono riuscite ad utilizzare bene le risorse loro assegnate anche se insufficienti. Tutto questo mentre i giovani laureati del Sud continuano ad emigrare”.

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