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E’ di Gela il giovane gravemente indiziato di essersi reso responsabile negli ultimi tempi di una serie di scippi a Ravanusa ai danni di donne del luogo. Durante il pomeriggio i militari dell’Arma della città del monte Saraceno si sono recati a Gela per rintracciare ed arrestare il giovane in esecuzione di un ordine di custodia cautelare emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica, Santo Fornasier, che ha coordinato le indagini, condotte sul campo dai Carabinieri ininterrottamente da alcuni mesi. Una serie di scippi ai danni di malcapitate donne hanno indotto i militari dell’Arma ad effettuare servizi di osservazione, controllo e pedinamento anche mediante l’utilizzo di speciali ausili tecnici collocati in punti della città in cui gli indizi raccolti nel tempo hanno indirizzato gli investigatori. Mario Cammalleri, 19enne, con precedenti specifici, è stato individuato e poi riconosciuto da una delle vittime a cui nella prima decade del mese di settembre u.s. era stato strappato con fare repentino una collana d’oro dal collo mentre percorreva a piedi una via del centro cittadino ravanusano. Furto con strappo in concorso il reato contestato al malfattore dal Gup. Quest’ultimo atto criminoso era stato commesso da due individui a bordo di una moto Kawasaki 750  che,  dopo avere affiancato la vittima strappandole la collana che indossava, del valore di circa 500 €, si erano dati a precipitosa fuga facendo perdere le loro tracce. Gli ulteriori accertamenti in questa fase sono tese a stabilire se Cammalleri, ora in regime arresti domiciliari nella propria abitazione di Gela, sarebbe l’autore dei tanti reati predatori dello stesso genere consumati nel recente passato a Ravanusa nonché all’individuazione del suo complice e del luogo in cui il bottino sarebbe stato ricettato.

Un pensiero su “Ravanusa, arrestato presunto scippatore seriale: è un giovane di Gela”
  1. Come ho avuto occasione di dire in altri commenti, il fenomeno degli scippi ha invertito le parti, rispetto al corrispondente fenomeno riscontrabile nelle grandi città nel periodo d’oro (per la delinquenza) di tali fatti criminosi. In poche parole, si osservava che, mentre prima era il “forestiero” vittima della banda del quartiere, ora invece, è l’indigeno (cioè la persona del luogo) ad essere depredato da parte dei “forestieri”. Perchè questo fenomeno? E’ semplice! Dapprima l’indigeno di un piccolo paese come Ravanusa ed altri simili, conosceva a mena dito tutti gli abitanti e nessuno (dico nessuno) si sarebbe permesso di fare uno sgarbo ad una persona anziana del posto: men che mai, uno scippo o una rapina! Invece, al giorno d’oggi, in considerazione che l’Italia (come detto più volte) è divenuta una TORRE DI BABELE, la persona (specie se anziana) non si rende più conto nè del vicinato, nè di quello dell’isolato accanto. Con la conseguenza che perde l’istinto di guardarsi da chi conosce, in quanto costoro (cioè gli sconosciuti) sono diventati “numerosissimi” anche in un piccolo paese. La conseguenza deleteria è che il forestiero “delinquente” è poco visibile, perchè si mescola con gli altri. Ed è poco visibile anche il “delinquente” dell’isolato accanto, proprio a causa di questa Torre di Babele che qualche……Babbeo….con la “B” maiuscola, vorrebbe presentare a certa frangia di pubblico (anch’esso Babbeo) come società multiculturale!

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