Rete idrica, contatori e tariffe il “caso” Agrigento approda in commissione regionale.

La commissione territorio e ambiente , presieduta da Giusy Savarino, ha acceso un faro sulla provincia di Agrigento, trattando il tema delle criticità relative al servizio idrico, la cui gestione è affidata alla società “Girgenti Acque ”. Nell’audizione, durata circa 4 ore , le associazioni intervenute hanno riferito quanto già emerso anche dalle tante segnalazioni dei cittadini giunte in commissione, e in particolare l’elevato costo delle bollette, il difetto di alcuni contatori, la insufficienza degli impianti di depurazione e reti colabrodo.
L’Arpa, presente in audizione, ha confermato di aver avviato delle indagini su alcuni pozzi dell’Agrigentino, ora oggetto di un’inchiesta giudiziaria. Presenti anche i Comuni di Agrigento e Canicattì per portare la voce dei territori nelle istituzioni e riferire sui loro rapporti con Girgenti Acque e sullo stato di avanzamento dei progetti insistenti sulle reti dei loro Comuni. Pare, infatti, che vi sia la possibilità di finanziare il risanamento delle reti agrigentine e gli impianti di depurazione con un finanziamento nel complesso di circa 108 mILIONI di euro. Bisognerà capire, però, la copertura finanziaria per questi progetti e che iter amministrativo seguire per l’affidamento degli appalti, in maniera da assicurarne la trasparenza. “Con l’obiettivo di scongiurare eventuali crisi idriche – ha sottolienato Giusy Savarino- abbiamo anche affrontato il tema delle sorgenti, non escludendo in futuro un ricorso alla dissalazione. Ad Agrigento esiste un grosso impianto di dissalazione inattivo a differenza di Gela dove l’impianto, sorto alla fine degli anni 70, produce circa 30 milioni di metri cubi d’acqua annui per asservire le popolazioni di Gela Niscemi Licata Palma di Montechiaro Agrigento e fino ad Aragona oltre a far fronte ai fabbisogni, eventuali, delle industrie”.