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E’ di pochi giorni fa la notizia della “riappacificazione” tra i sindacati confederali di Cgil, Cisl e Uil. I tre segretari generali Mariella Lo Bello, Totò Montalbano e Aldo Broccio hanno organizzato un incontro a porte chiuse per lo sviluppo e il rilancio di Agrigento annunciando così che riparte la loro azione unitaria. In realtà, a detta, di Mariella Lo Bello, <<ad Agrigento non c’è stata nessuna separazione anche se a livello nazionale, per visioni differenti rispetto alla crisi in atto e, soprattutto per la terapia con cui affrontarla, si è verificata una divaricazione nazionali, e se le ragioni non stanno mai da una parte, nemmeno quelle dell’altro. Su tutte le questioni , dalle grandi vedi la vertenza sull’ospedale San Giovanni di Dio, il sindacato agrigentino ha saputo dare vita ad azioni unitarie>>. Anche il segretario generale della Cisl, Salvatore Montalbano, “giura”, così come Mariella Lo Bello, che <<le organizzazioni sindacali di Cgil, Cisl e Uil in provincia di Agrigento non sono mai state separate. Anche se a livello nazionale – afferma Montalbano- sono note a tutti le posizioni dei sindacati confederali. Nella nostra provincia i sindacati riescono a fare sintesi per affrontare e cercare di risolvere i problemi che attanagliano il nostro territorio>>. .<< Non necessariamente la si deve pensare alla stessa maniera. Il sindacato confederale, ad Agrigento così come in ogni altra realtà del nostro territorio nazionale, è abituato a lavorare in piena autonomia per cui non necessariamente la si deve pensare alla stessa maniera>>. Sono le parole del segretario generale della Uil di Agrigento, Aldo Broccio, che a differenza dei suoi colleghi della Cgil e della Cisl, non afferma che “in provincia di Agrigento i sindacati non sono mai state separati”. Broccio dice “si” al sindacato unitario e “no” ad un sindacato unico che <<porterebbe – dice- all’appiattimento ed alla paralisi, come purtroppo sta avvenendo fra partiti politici>>.