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Ribaltamento Macalube, Macaluso chiede studio dei fondali marini

Ribaltamento Macalube, Macaluso chiede studio dei fondali marini
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Era il 2006 quando durante un’immersione Domenico Macaluso, appassionato di subacquea,  si accorse della presenza di alcuni crateri sconosciuti in fondo al mare ne seguì una crociera oceanografica della protezione civile atta a conoscere la natura di questi fenomeni. La scoperta fu quella di un Pockmark, ossia un cratere in fondo al mare causato dall’eruzione di  fluidi come gas e altri liquidi,  e la scoperta non si fermò al singolo Pockmark. (int. Domenico Macaluso) Si chiama “Occhio di Polifemo” ed è uno dei Pockmark più grossi individuati al mondo. Estesi campi di Pockmark sono disseminati nella nostra costa che va da Sciacca a Porto Empedocle e si spingono in fondo al mare per circa 30 Km, almeno quelli che sono stati scoperti dal Dottore Domenico Macaluso, oggi Ricercatore per l’Unione Europea progetti archeologici mediterranei. La nostra costa infatti fa parte della serie gessoso solfifera del bacino di Caltanissetta, ed interessa anche  la zona delle  Macalube. Lo pseudovulcanesimo sedimentario causato dalla risalita di sacche di metano è il fenomeno che ha interessato le Macalube in questi giorni e che ha causato la tragedia della famiglia Mulone. (Int. Macaluso) Adesso Macaluso lancia un appello al  Ministero dell’Ambiente affinchè i Pockmark vengano monitorati in quanto rappresentano la reale pericolosità in quanto potrebbe causare un maremoto di entità sconvolgenti. (int. Macaluso) Nel 1951 un maremoto distrusse il porto di Sciacca, scopo del monitoraggio dei Pockmark è evitare che la  storia possa ripetersi.

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