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Soltanto un mese e mezzo fa i netturbini avevano incrociato le bracciua lasciando Agrigento e altri 18 comuni in mezzo ai rifiut. E adesso la storia di ripere. I lavoratori dipendenti delle imprese che si occupano del prelievo della spazzatura per conto dell’Ato Gesa ag 2, ancora una volta, non ricevono lo stipendio. Sono del mese di dicembre, mentre nel frattempo è maturato anche quello di gennaio il cui pagamento scadrà proprio domani. Una situazione che continua ad esasperare il personale. Il liquidatore dio Gesa, Teresa Restivo, è tornata a chiedere le somme dovute ai sindaci per evitare lo sciopero ma al momento soltanto promesse che se mantenute daranno alle casse della società d’ambito una liquidità di circa un milione di euro. Diversamente, si prospettano disagi nei 19 comuni agrigentini ricedenti delle competenze dell’Ato Ag2 Gesa. E , intanto, i comuni dell’ato puntano alla raccolta porta a porta. Il progetto eleborato dalla società è stato approvato nel corso di un’assemblea dei sindaci. La seconda dopo un rinvio per l’assenza di alcuni primi ciitadini e della provincia Regionale, gli stessi che , comunque, erano assenti anche nella riunione di ieri, ovvero, Cammarata e San Giovanni Gemini, Castrofilippo, Comitini, Lampedisa, Montallegro, Santa Elisabetta, Sant’Angelo Muxaro. Nella sostanza, il progeto, prevede per il primo anno una riduzione della spesa complessiva di circa un milione di euro e , poi, ci sono anche alcuni apsetti particolari che possono essere finanziati dalla Regione e questo significa altri risparmi. I sindaci presenti hanno dato l’ok al progetto tranne quello di Porto Empedocle che è rimasto deluso dalla pecentuale di risparmio che maturerebbe bel suo comune. Teresa Restivo, ieri, si è racata a Palermo per consegnare il progetto al dipartimento dei rifiuti e delle acque . Ora sarà un’apposita commissione a valitare tutti i progetti presentati, compreso quello di Cammarata e San Giovanni, e vedere queli sono meritevoli di andare avanti e quali no.