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Il sindaco Marco Zambuto ha espresso un’apertura nei confronti dei fautori del progetto di realizzazione del rigassificatore di Porto Empedocle. Sarebbe disposto a riparlarne con Nuove Energie, ad avere un ulteriore confronto. L’incontro dovrebbe però avvenire al più presto, proprio allo scopo di modificare la posizione del Comune di Agrigento in “zona cesarini”. Da un’intesa, infatti, potrebbe scaturire anche il ritiro della costituzione in giudizio innanzi al Consiglio di Stato, la cui udienza è prevista per il 14 giugno prossimo. Il sit-in pro-rigassificatore, organizzato questa mattina davanti al Municipio dai sindacati Cgil, Cisl e Uil, ha visto la partecipazione di Confindustria, del comitato pro-rigassificatore e di operai dell’Enel. All’arrivo del sindaco Zambuto una delegazione è stata ricevuta nella sala giunta. Era composta dai vertici sindacali, da membri del comitato pro-rigassificatore, da Giuseppe Catanzaro, presidente di Confindustria Agrigento, e da due membri del comitato no al rigassificatore. I sindacati e Confindustria hanno ribadito al sindaco le ragioni della manifestazione, spiegando le ricadute occupazionali e di sviluppo che deriverebbero dalla realizzazione dell’impianto. Ma in particolare i sindacati gli hanno chiesto di chiarire se la sua posizione contro il rigassificatore fosse ideologica o semplicemente di natura politica, ovvero legata al mancato coinvolgimento nelle scelte e in particolare nelle cosiddette misure compensative. Il territorio della città dei templi è interessato, come è stato ribadito dai sindacati, solo marginalmente alla realizzazione del gasdotto di adduzione all’impianto e quindi le ragioni “non possono essere tecniche, ma solo strumentali”. Il sindaco Zambuto ha spiegato di non essere pregiudizialmente contro il rigassificatore, ma di essere disposto a confrontarsi con Nuove Energie, per trovare una soluzione che possa aiutare Agrigento in questa particolare emergenza del centro storico. Zambuto insomma è disposto a una rivalutazione dell’intera questione se Nuove Energie vorrà valutare l’ipotesi delle misure compensative per il centro storico di Agrigento. Ha anche lasciato intendere chiaramente di aver maturato la decisione dopo i “no” e le porte chiuse in faccia a Palermo e a Roma sulle emergenze della città. Difatti, com’è noto finora di certo c’è soltanto il si del ministero dell’Ambiente a stornare i due milioni e mezzo di euro, prima destinati per il ripascimento delle coste, per consolidare gli ipogei. Peraltro se il rigassificatore dovesse essere costruito, dalla realizzazione delle opere al porto empedoclino sarebbe prelevata una quantità di sabbia utile per il ripascimento e anche di pari qualità e consistenza.