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Si rischia l’ennesimo collasso con i Comuni dell’Ato Ag 3 invasi dai rifiuti.

Da ieri infatti a Canicattì, Licata, Campobello e negli altri 4 Comuni della Dedalo Ambiente sono fermi gli autocompattatori per la decisione della ditta Catanzaro di chiudere, all’ambito territoriale, i cancelli della discarica di Siculiana.

La ditta Catanzaro, infatti, non riceve i soldi dovuti dall’Ato Ag3 e per questo, dopo l’ennesimo ultimatum, ha deciso di bloccare il conferimento in discarica.

Il vertice di ieri mattina a Licata e i contatti telefonici tra sindaci, istituzioni e referenti politici sono proseguiti anche nella notte e, fino a questo momento, non hanno sortito gli effetti sperati. Il sindaco di Canicattì, Vincenzo Corbo, assieme ai colleghi, ha interessato i vertici della Protezione civile regionale, ma senza successo. È sempre più probabile l’ipotesi di un esposto in Procura per interruzione di pubblico servizio nei confronti della ditta Catanzaro.

Non va meglio ai 19 Comuni dell’Ato gesa Ag2.

I sindacati hanno, infatti, ufficializzato che martedì prossimo il personale del raggruppamento di imprese che si occupa del prelievo e dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani effettuerà un giorno di sciopero per il mancato pagamento dello stipendio di agosto.

E come se ciò non bastasse alla protesta degli operai si aggiunge anche per Agrigento e gli altri comuni gestiti dalla Gesa il rischio della chiusura dei cancelli della discarica di Siculiana.

L’impresa Catanzaro, anche in questo caso a fronte del consistente credito che vanta nei confronti di Gesa, ha deciso di non consentire più, a partire da mercoledì 6 ottobre, il conferimento della spazzatura da parte della società d’ambito di Agrigento 2.

Un’emergenza pertanto a 360 gradi che interessa gran parte dei Comuni della provincia.