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La notizia ufficiale del ritorno del Sindaco di Agrigento Marco Zambuto all’Udc di Casini e Cesa è arrivata due giorni fa attraverso un comunicato stampa dello scudo crociato.
La nota della segreteria nazionale annunciava la nomina del primo cittadino di Agrigento a nuovo responsabile nazionale dell’Udc per i rapporti con gli amministratori locali del Mezzogiorno.
Un incarico che ufficialmente rendeva nota la nuova collocazione politica di Zambuto.
Ma poco prima che il sindaco di Agrigento rendesse noto il suo ritorno allo scudo crociato, a fine settembre l’Udc perdeva tutti i sui consiglieri comunali agrigentini. Fuga di massa da parte di Giuseppe Salsedo, Giuseppe Gramaglia, Giuseppe Cumbo, Giovanni Civilità, Elisa Virone ed Ennio Saeva. Per loro, e per Angelo Principato eletto nelle fila della lista Zambuto, l’ingresso al nuovo gruppo consiliare “Popolari per l’Italia di domani” partito nato dagli ex Udc siciliani – Romano, Cuffaro e Mannino – in rotta con Casini e Cesa su tutti i fronti dalla politica nazionale a quella regionale.
Un terremoto politico che ha investito in pieno anche la realtà agrigentina.
L’ultima novità su questo fronte è arrivata ieri.
Rinasce infatti al consiglio comunale il gruppo dellUdc.
Ne fanno parte due consiglieri provenienti da fronti diversi. Giuseppe Raccuia eletto nelle fila del Movimento per l’autonomia e Maurizio Calabrese ex Partito Democratico.
Entrambi i consiglieri si erano comunque da qualche tempo dichiarati indipendenti.
Zambuto esulta e si dice “soddisfatto per i due nuovi ingressi che assicurano all’Udc e ai suoi elettori la necessaria rappresentanza in consiglio comunale”.
Il primo cittadino di Agrigento però adesso dovrà fare attenzione ai numeri in consiglio stravolti dai nuovi scenari politici.