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Un favarese è stato sorpreso la notte scorsa dai carabinieri mentre rubava tombini a San Leone. Si tratta Carmelo Capillo, 42 anni, autotrasportatore pregiudicato. I militari dell’Arma hanno bloccato l’individuo mentre stava caricando sulla propria Fiat Punto sei tombini in ghisa rimossi poco prima dalla sede stradale. Il veicolo è stato pertanto sottoposto a sequestro, mentre i tombini, con l’ausilio di personale dell’Ufficio Tecnico Comunale di Agrigento, sono stati riconsegnati per l’immediato ripristino nella sede stradale, così evitando l’evidente situazione di pericolo che era stata creata. L’arrestato dopo le rituali formalità in caserma è stato accompagnato presso la propria abitazione, dove dovrà permanere in stato di arresti domiciliari. Da tempo i carabinieri erano sulle tracce di ignoti malviventi dediti a tali tipi di furti nella località balneare, meno frequentata in questo periodo. Scattato l’intervento, il prevenuto, che già aveva caricato sei tombini in macchina, ai militari del Nucleo Radiomobile non ha voluto dare alcuna indicazione sulle persone dalle quali tale refurtiva viene ricettata.

Un pensiero su “San Leone, sorpreso a rubare tombini: arrestato favarese”
  1. Tra una giustizia ideale fatta (se necessario) di Tribunali Militari, e una giustizia reale, dove i rei commettenti reati costituenti “pericolo pubblico”, colti in flagrante, vengono accompagnati a casa come se stessero rubando cacio cavallo, ce ne vuole per cercare di capire un sistema giuridico italiano che fa acqua da tutte le parti, e dove i delinquenti di ogni specie e provenienza, la fanno da padroni, sicuri di farla franca, nella considerazione che la parola d’ordine è “svuotamento delle carceri” anzichè, ad esempio, giro di vite per la delinquenza di ogni ogni e grado, specie per quella costituente “pericolo pubblico”. Ed allora, francamente, non riesco proprio a capire perchè è stato accompagnato a casa, anzichè in qualche altro posto più idoneo. Spero almeno che, per scoprire i ricettatori, mettano sottosopra tutti i contatti (telefonici e non, cioè comprese eventuali e-mail) del reo colto in flagranza, nella considerazione che il ricettatore, sicuramente, ordinerà tombini (come se fossero pizze da diporto), non ad una sola persona, ma a tantissimi “spicchi di mennula” come l’autotrasportatore di cui alla notizia di cronaca.

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