Santa Margherita Belice, concluso il convegno degli architetti

Cinquant’anni dopo il terremoto, la ricostruzione, la riqualificazione e la rigenerazione urbana sono ancora protagoniste e non soltanto per i comuni colpiti dal sisma ma anche per i centri storici che per degrado e stato di abbandono somigliano ai luoghi del terremoto. Sabato scorso, al teatro Sant’Alessandro a Santa Margherita Belice, il convegno sul tema “I luoghi colpiti dal Sisma del 1968 nel Territorio Belicino della Provincia di Agrigento. Analisi e Proposte degli Architetti” ha   focalizzato l’attenzione sul ruolo, sulle potenzialità di sviluppo dei centri storici e sulle politiche più idonee di rilancio e riqualificazione del tessuto costruito. Un convegno, oltre i canoni dettati dal confronto, che spiana la strada alla rigenerazione urbana dei luoghi colpiti dal sisma, dei centri storici e delle periferie delle nostre città, tutti “affetti” dal degrado e dall’abbandono e senza ripetere gli errori del passato.  Cinquant’anni di storia, con errori ripetuti dal 68 e fino al 2000, con decisioni prese che, di fatto, hanno ritardato il progetto di riqualificazione che in primis deve tenere conto del sistema produttivo di un luogo.  L’aspetto più importante, che ha caratterizzato questo convegno, è la redazione di un documento sulla rigenerazione urbana dei luoghi colpiti dal sisma, dei centri storici e delle periferie che il Consiglio dell’Ordine degli Architetti di Agrigento, insieme con i Delegati individuati nel corso dell’Assemblea, consegneranno nelle mani del Consiglio nazionale degli Architetti, durante il Congresso nazionale degli Architetti, in programma a Roma nel prossimo mese di luglio.In occasione del Convegno, una folta delegazione del Consiglio nazionale degli Architetti è arrivata nel comune belicino da Roma, insieme con il presidente Giuseppe Cappochin.